Dopo aver implementato negli anni circa 70 nodi Nutanix per gli utilizzi più svariati, la Regione sceglie ora anche NDB per migrare i database ottenendo prestazioni superiori e aprendosi alla possibilità di condividere servizi verso altri enti (sanitari, strumentali e territoriali).
La Regione del Veneto esercita la governance su un territorio complesso, popolato da oltre 600mila imprese e quasi 5 milioni di abitanti. Sin dall’inizio del mandato, l’attuale amministrazione ha considerato la tecnologia un elemento centrale per servire al meglio aziende e cittadini, e ha deciso di assumere il ruolo di polo strategico regionale, con l’obiettivo di costituire una valida alternativa alle possibili scelte per il punto di atterraggio della migrazione al Cloud per le Pubbliche Amministrazioni Locali (PAL) voluto fortemente dall’Agenzia per Italia Digitale (AgID) prima e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (CAN) dopo. Il fine ultimo, naturalmente, è quello di condividere in modo sempre più efficace e sostenibile i servizi di carattere infrastrutturale con il territorio. Insieme al Governo Centrale e in particolare all’AgID, Regione del Veneto ha elaborato una sua versione dell’Agenda Digitale, di cui un capitolo fondamentale è il progetto di convergenza delle infrastrutture, nato ad agosto 2019 sotto forma di delibera regionale e implementato a partire da febbraio 2020.
Prestazioni più elevate grazie all’architettura dedicata
I nodi Nutanix dedicati al consolidamento e alla gestione dei DB open source hanno risolto i problemi di prestazioni evidenziati con l’infrastruttura precedente.
Gestione più semplice
Nutanix NDB ha consentito risparmiare circa il 40% dell’effort di gestione dell’infrastruttura.
Apertura all’erogazione dei servizi esterni
Grazie a Nutanix, Regione del Veneto può proseguire sulla strada della realizzazione di un Polo Strategico Regionale, progettando di mettere a disposizione degli enti locali l’accesso e gestione dei DB.
In Nutanix ho visto un partner che, oltre alla bontà delle soluzioni tecnologiche, ha mostrato una maggiore apertura al mercato e di conseguenza anche un minor livello di lock-in.
Regione del Veneto, a differenza della quasi totalità delle regioni italiane, non ha società in-house per la gestione dei progetti informatici. Le infrastrutture e la cybersicurezza, in particolare, sono governate e monitorate da un team interno composto da sette persone, che si occupa del funzionamento di due data center, il primario di proprietà a Marghera e il secondario in colocation a Padova, e di diverse piattaforme in cloud (sia di grandi hyperscaler sia appartenenti al PSN).
“La sfida, iniziata circa un anno fa”, racconta Matteo Scarpa, responsabile degli apparati attivi dell’infrastruttura IT, “era duplice: da una parte garantire una gestione efficace ed efficiente per tutte le tecnologie Data Base (diverse da Oracle), sia relazionali che non, sia con licenziamento open source, destinando un’infrastruttura hardware dedicata per migliorarne le prestazioni (prima non del tutto soddisfacenti), dall’altra poter semplificare la gestione e la sicurezza del parco applicativo, costituito da circa 350 servizi applicativi che insistono su tecnologie e versioni DB molto diversificate”.
Evoluzione di un nucleo di infrastruttura iperconvergente installato più di sei anni fa in Regione, l’attuale parco Nutanix comprende circa 70 nodi. Quelli dedicati al consolidamento dei database open source sono sette: quattro ubicati nel data center primario di Mestre e tre in quello secondario di Padova. La migrazione dei DB dall’infrastruttura precedente vede il trasferimento di una cinquantina di database di circa dieci diverse tecnologie tra cui PostgreSQL, MongoDB, MariaDB, MySQL, Redis, ecc.
“In questo momento siamo in esercizio con due cluster in alta affidabilità”, dice Scarpa, “su cui stiamo migrando tutti i servizi interni che fanno capo ai database open source. Puntando sulla soluzione NDB di Nutanix abbiamo attivato a oggi PostgreSQL e MS SQL Server, mentre puntiamo ad attivare nell’immediato futuro anche MySQL e MongoDB”.
Per i servizi esterni la semplicità diventa un valore
Le caratteristiche della tecnologia Nutanix erano già note e apprezzate in Regione: “la scelta di adottare la tecnologia iperconvergente”, spiega Scarpa, “di poco precedente al mio arrivo, si era dimostrata lungimirante, e da un primo nucleo di pochi nodi siamo arrivati ad averne circa una settantina, guadagnando in scalabilità ma anche in sostenibilità energetica e sicurezza (un cluster Nutanix è dedicato proprio alle funzioni di cybersecurity e business continuity) e, non da ultimo, in flessibilità”.
Se i per i servizi interni della Giunta Regionale i Data Base Administrator hanno manifestato la necessità di gestire con una notevole granularità i parametri delle basi di dati, e dovranno quindi affidarsi a diverse soluzioni per poter governare questa complessità, le aspettative per condividere i servizi con altri enti si basano soprattutto sulla soluzione NDB di Nutanix, che permette di gestire con grande semplicità diverse piattaforme e tecnologie anche in configurazioni che prevedono l’alta affidabilità. “Anche se è ancora presto per trarre conclusioni”, dice Scarpa, “per i servizi che andremo a condividere tra qualche mese ci aspettiamo performance elevate ma soprattutto una netta diminuzione dell’impegno richiesto al team che si occupa di infrastrutture per la gestione dei nodi e dei Data Base: “Posso stimare che la tecnologia Nutanix ci consentirà un risparmio di circa il 40% del tempo di gestione, un vantaggio che dovrebbe crescere esponenzialmente con l’incremento delle attività. Inoltre, grazie all’adozione di NDB e alla sua console, Regione del Veneto conta di accelerare il consolidamento dei DB e di consentire una gestione autonoma per gli enti esterni che consentirà loro di essere più agili e di governare pienamente le procedure di backup, di aggiornamento e di troubleshooting”.
Nutanix è un tassello importante per l’evoluzione del Polo Strategico Regionale
Regione Veneto sta progettando un ampliamento del perimetro della gestione dati sia su DB open source non relazionali sia su piattaforme tradizionali, ma più in generale sta guardando anche ad altri servizi abilitati dalla tecnologia Nutanix nell’ottica tracciata dal progetto del Polo Strategico Regionale.
“I futuri servizi condivisi, basati su DB gestiti dalla nostra infrastruttura”, racconta Scarpa, “saranno a disposizione di tre tipologie di utenti: le strutture sanitarie (come le nove USL, Azienda Zero e l’Istituto Oncologico Veneto), gli enti strumentali (come ARPA e Veneto Lavoro) e quelli territoriali.
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